Rojadirecta Juventus – Torino Streaming Gratis Link

By | 06/05/2017
(Visite Totali 7 ---- Visite Oggi 1 )

DIRETTA STREAMING SERIE A, CHAMPIONS LEAGUE, EUROPA LEAGUE, TIM CUP E SERIE B SU ROJADIRECTA: ROJADIRECTA  permette di guardare la Serie A in diretta Streaming Live e anche Champions League, Serie B e Tim Cup semplicemente seguendo le istruzioni potrai guardare le partite della tua squadre preferita in Diretta Streaming Live su Pc, Smartphone o Tablet.

PARTITE IN DIRETTA STREAMING GRATIS: Se stai cercando un metodo per guardare le partite in diretta streaming gratis non ci solo tantissimi servizi legali in Italia che offrono questo.

 Inoltre è disponibile l’app gratuita per dispositivi Android e iOS. Da segnalare anche il sito SportItalia che trasmette partite di campionati esteri in diretta Streaming gratuitamente. Ci sono siti esteri gratuiti come Rojadirecta (http://it.rojadirecta.eu/), Live Tv -> livetv.sx che offrono vari link per guardare tutte le partite in diretta streaming live e anche tutti gli eventi sportivi. Ma ci teniamo a ricordare che questi siti non sono legali in Italia e alcuni link potrebbero essere oscurati o non raggiungibili.

JUVENTUS – TORINO GRATIS ROJADIRECTA DOVE VEDERE IN CHIARO?  – Per vedere la partita Juventus – Torino basta cercare su Google la parola chiave Streaming Gratis ci saranno molti siti che vi spiegheranno come seguire la Diretta Live Tv, anche Smartphone e Tablet. Lo Streaming Gratis si può vedere con molte piattaforme, sia Android che iOS.

Come  e dove vedere la partita si potrà in diretta vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus – Torino gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Juventus – Torino DIRETTA TV La partita Juventus – Torino, ma sia Sky sia Mediaset Premium inizieranno il loro collegamento, con un ampio prepartita.

Su Sky si potrà vedere Juventus – Torino sui canali Sky Sport 1 HD (canale 201), Sky Calcio 1 HD (canale 251), Sky Supercalcio HD (canale 206). Mediaset trasmetterà la gara su Premium Calcio e Premium Calcio HD.

Juventus – Torino STREAMING GRATIS –  Juventus – Torino può essere vista anche in streaming su Rojadirecta su tablet e smartphone grazie alle applicazioni Sky Go e Premium Play. Chi non è abbonato né a Sky né a Premium può seguire la partita Roma – Lazio diretta streaming su PC tramite SkyGoOnline al costo di 9,90 euro.

Juventus – Torino su rojadirecta – Rojadirecta, come fare se viene bloccata per vedere in streaming gratis le partite? La nostro guida con tutte le alternative

Alzi la mano chi mai nella sua vita non è entrato anche solo una volta sul sito di Rojadirecta per cercare le partite di tutto il mondo. Se si è calciofili (ma non solo, visto che il famoso portale spagnolo trasmetteva eventi sportivi live di ogni genere) non si può non conoscere questa piattaforma che nel corso di questi anni ha messo nei suoi palinsesti qualsiasi sport ci fosse disponibile online. Si poteva vedere l’evento di Rojadirecta utilizzando pc, tablet e smartphone, senza dover sottoscrivere alcun abbonamento: si tratta(va) di una piattaforma ben riconoscibile, con un logo simpatico (rosso con annessa una caricatura di Collina) e la sua caratteristica home page con tutti gli eventi di giornata inseriti in ordine cronologico.

Bastava cliccare su un evento particolare perchè si aprissero una serie di link che rimandavano ad altrettante pagine, spesso in lingua straniera, che commentavano una determinata competizione (non sempre la qualità dell’immagine era perfetta). Tuttavia il 22 novembre scorso il Tribunale Mercantile numero 2 di La Coruna ha stabilito che Rojadirecta fosse un servizio da considerarsi illegale, accogliendo le richieste di Mediapro contro l’ente Puerto 80 Projects, che amministra il sito.

 Ecco le parole del tribunale: “Rojadirecta deve cessare immediatamente la facilitazione di collegamenti o link di Internet, di qualsiasi tipo, che diano acceso alla visione in diretta o in leggera differita di partite di calcio prodotte o trasmesse dai querelanti sia durante questa stagione, che per quelle che verranno”. Ma attenzione anche al seguito perchè questo divieto si intende da estendere “a qualsiasi altra pagina che la web dei querelati potessero utilizzare allo stesso scopo, o che reindirizzi alla stessa”. In ultima istanza il giudice ha stabilito che per tutti questi motivi il sito deve “cessare qualsiasi uso illecito i cui diritti esclusivi appartengano a Gol Tv e Mediapro, proprietaria della prima”.

In sostanza la sentenza andava a definire i contorni illegali dello streaming gratis delle partite offerto da Rojadirecta: infatti il portale ha chiuso come molti altri in Italia, visto che l’8 novembre scorso la Guardia di Finanza ha sequestrato e poi oscurato 152 siti pirata compreso quello iberico. Gli unici streaming legali in Italia sono rappresentati dai servizi offerti da Sky e Premium per tablet e smartphone: senza, gli streaming di Serie A, Serie B, Champions e Europa League non si possono vedere. Tuttavia c’è da dire che Rojadirecta ogni tanto riappare magicamente, però se resta chiuso molte settimane inizia a diventare un problema. In realtà nel mondo del web esistono diverse alternative a Rojadirecta, che rimane pur sempre nell’immaginario di tutti come il portale numero uno per quanto concerne lo streaming. Ci sono anche altre piattaforme: in questo articolo scopriremo quali sono.

Rojadirecta, un po’ di storia del re dello streaming gratis

Ma chi c’era dietro Rojadirecta? Solamente nell’estate del 2015 si è scoperto il padre fondatore del servizio in streaming gratis più famoso del mondo. Lui si chiama Igor Seoane Minan da  Oleiros: non ancora adolescente, era già un genio dell’informatica. Era tanto bravo che era a conoscenza di cose che i suoi professori non avevano mai appreso. A soli 10 anni smontava pc insieme al fratello: in questo modo capiva l’hardware e i suoi segreti. Era però la parte sofware quella che più gli interessava.

Capite le potenzialità del figlio, i genitori di Igor lo iscrissero alla scuola privata Colegio Obradoiro de Coruna: l’istituto era da tutti ritenuto uno dei migliori della Galizia. Anche qui sorprendeva la straordinaria conoscenza di questo giovane informatico in erba, così papà e mamma decisero che era giunto il momento di mandarlo a studiare in una scuola di marketing più importante. Rojadirecta la creò proprio lì: il padre di un suo compagno di corso si lamentava spesso delle partite del Barcellona, che non riusciva mai a vedere a causa dei viaggi e del fatto che non sempre poteva andare al bar. La creazione del sito web portava via molto tempo, anche se continuava ad essere uno studente provetto.Già nel 2005, anno in cui creò Rojadirecta, iniziarono le prime controversie legali con Google, per via di un dominio registrato da Igor Seoane intitolato Gogle.es. La sentenza arrivò solo nel 2010, e decretava Igor vincitore: riuscì così a mantenere quel sito online insieme ad altri come Gmil.es o Guugle.es, creati apposta per gli utenti che sbagliavano a scrivere il nome del colosso di Cupertino sulla tastiera.

Già nei primi mesi del 2005 Rojadirecta divento la piattaforma di riferimento per chi voleva seguire eventi sportivi live in streaming gratis. Certo, la qualità di video e audio non era eccelsa, ma pur sempre gratis. Ma quando arrivò la prima denuncia? Due anni più tardi, nel 2007, Audiovisual Sport denuciò il dominio per violazione di proprietà intellettuale. I giudici diedero ragione a Igor, che si professava innocente nel senso che non andava a violare proprio nulla e soprattutto non ricavava nessuna entrata da quell’attività. Intato Rojadirecta continuava a crescere a dismisura: in un paio di anni divenne il quarto sito più cliccato di Spagna con 2 milioni e passa di visite ogni mese.

Rojadirecta, in Italia il sito di streaming gratis è ora chiuso

Nel 2011 gli Stati Uniti e i suoi Tribunali ordinarono la chiusura di vari siti pirata, tra cui Rojadirecta.com e Rojadirecta.org. Seoane rispose con la creazione di Rojadirecta.me. Un anno più tardi gli USA lasciarono perdere, ma in Europa le perdite inflitte ai detentori dei diritti tv furono davvero tante: la Liga spagnola dichiarò in una statistica che Rojadirecta con il suo streaming gratis aveva tolto la possibilità alle emittenti legali di mettersi in saccoccia qualcosa come 500 milioni di euro nell’anno 2016, per non parlare dei 2 miliardi e mezzo da quando Seoane iniziò la sua attività (cioè 11 anni fa). Ma andiamo a vedere cos’è successo in questi anni in Italia: come accaduto in Inghilterra, anche nel nostro paese c’è stata una grossa battaglia nei confronti di Rojadirecta. Il sito venne inizialmente sequestrato nel 2013, ma la pagina continuò a funzionare. Due anni dopo, nel novembre del 2015, il Tribunale di Milano diede ragione a Mediaset: Rojadirecta doveva essere oscurato. Conosciamo l’epilogo della vicenda: il 27 ottobre 2017 Igor Seoane è stato arrestato, per la gioia del gruppo di Berlusconi e di tutte le altre emittenti tv. La decisione del tribunale meneghino ha avuto un valore giurisprudenziale importante per quanto riguarda la battaglia contro la pirateria nel web. Attualmente però sono diverse le alternative a Rojadirecta ancora funzionanti: la lotta delle pay tv nei loro confronti sembra essere molto dura, visto che sembrano crescere come funghi.

Rojadirecta, la fine del servizio di streaming gratis più famoso del mondo?

Riprendiamo per un momento la decisione di due anni fa del Tribunale Commerciale numero 11 di Madrid, che chiedeva a Rojadirecta.me “la cessazione immediata e provvisoria della facilitazione di qualsiasi link o connessione per la trasmissione in diretta o differita i cui diritti sono di proprietà degli enti querelanti”. Insomma, a Rojadirecta venne ordinato di chiudere, cosa che venne effettivamente riportata da tutti i media. In realtà, grazie a vari espedienti il sito continuava a funzionare ancora. Cosa che a Canal + non piaceva nemmeno un po’, tanto che chiese con grande veemenza la chiusura cautelare della piattaforma alla vigilia di Real Madrid-Barcellona. Una settimana dopo, per cercare di scivolare via dalle querelle, Seoane fondò Tarjetarojaonline.me, nella cui home page appariva questo messaggio: “Tutto il contenuto di questo sito si trova in server di terzi, forniti o trasmessi da terzi. Tutto il contenuto di questo sito è prelevato da pagine pubbliche di internet, per cui si considera materiale di libera distribuzione e non ci consideriamo responsabili dell’utilizzo indebito che tu possa fare del contenuto della nostra pagina”.Manco a dirlo, 24 ore dopo venne aperta un’indagine nei confronti del dominio. Il tutto è conseguentemente confluito dell’arresto di Igor Seoane Minan, il 27 ottobre 2016. Il proprietario di Rojadirecta è stato arrestato per via di un movimento di 11 milioni sui suoi conti correnti. Venne comunque rilasciato il giorno dopo. Un mese dopo la pagina venne definitivamente (per il momento) chiusa: che sia davvero l’ultimo capitolo di Rojadirecta? Questo sito spagnolo di streaming gratis è davvero tentacolare, e potrebbe rinascere dalle sue ceneri da un momento all’altro. Stiamo parlando di streaming illegali, vediamo quali sono i link che hanno caratterizzato la vita e la storia di Rojadirecta.

Rojadirecta Me

Rojadirectas.me

Rojadirecta Eu

Rojadirecta.eu

Rojadirecta Italiano

Rojadirecta.it

Rojadirecta Tv

Rojadirecta.tv

Rojadirecta Spagnolo

Rojadirecta.es

Rojadirecta Inglese

Rojadirecta.en

Rojadirecta Forum (Video completi e Highlights)

forum.rojadirecta.es

Rojadirecta, tutte le alternative al servizio di streaming gratis

Esistono diverse pagine simili a Rojadirecta che spesso funzionano e dove si possono vedere in streaming gratis diversi eventi sportivi. Andiamo nel dettaglio e scopriamo queste pagine.

  • Live tv: dominio registrato nella isola caraibica di San Martìn, ci possiamo trovare dentro eventi di ogni tipo (calcio, tennis, sci, NBA). C’è in lingue diverse e all’interno viene spiegato il suo funzionamento.
  • Intergoles.com:sito più tematico, nel senso che è rivolto prettamente ai calciofili. Ci sono anche altri eventi sportivi nel palinsesto, ma è il pallone a dominarlo.Ci sono sia link gratuiti che a pagamento. Ha l’unico grosso problema che spesso i link sono di pagine per cui serve una registrazione, allungando così i tempi per vedere quel determinato evento.
  • Rinconrojadirecta.com:lo si capisce già dal nome, è un clone di Rojadirecta, e ne mantiene fedelmente lo stesso funzionamento.
  • Livefootballol:qui c’è solo streaming gratis di calcio, con link e news a tema calcio. Ha però davvero una brutta grafica.
  • Stream2watch.co:ampia scelta di eventi sportivi dei più svariati, ma anche qui c’è spesso bisogno di una registrazione.
  • Lfootball: molto calcio e NBA, è di facile utilizzo.

Ricordiamo che si tratta di streaming gratis illegali, e che fareste molto meglio a sottoscrivere un abbonamento con Mediaset Premium o Sky. Detto questo, molti poi impongono l’installazione di programmi malware, perciò evitateli.

Stasera c’è il derby e vale lo scudetto (cit. Allegri), ma la partita contro il Toro arriva anche tra le due semifinali di Champions. «Abbiamo giocato mercoledì col Monaco – ha spiegato il tecnico bianconero – ora c’è il Torino, poi rigiocheremo martedì in Europa. Quindi in sei giorni abbiamo tre incontri». Un tour de force che obbliga la Juventus a far prevalere la ragione al cuore, il pragmatismo al romanticismo. Il derby è il derby, ma la corsa al Triplete vale di più. Ragionamento logico. E logica è anche la scelta di preservare qualche big in ottica Champions. «Buffon non gioca, ci sarà Neto contro il Toro», ha annunciato Allegri. Già, il capitano va in panchina – come successo altre volte negli ultimi tempi – a dimostrazione del fatto che l’allenatore livornese, specialista di calcoli e tabelle, ha un piano chiaro per provare a centrare la leggenda delle leggende, cioè abbinare al sesto scudetto consecutivo (che potrebbe essere aritmetico già domani se la Roma non batte il Milan) la Coppa Italia e la Champions League. Progetto tanto ambizioso quanto alla portata dei bianconeri, che si sono immessi nell’ultimo rettilineo della stagione con un eccellente stato di forma e una rosa ben rifornita di cambi (solo Pjaca e Rugani sono indisponibili). L’ennesimo segnale di forza e superiorità frutto dell’eccellente mercato estivo gestito da Beppe Marotta e Fabio Paratici.

Valutazioni

Allegri vuole chiudere il discorso scudetto in questo week end in modo tale da trasformare la sfida della prossima settimana in casa della Roma in una sorta di gita all’Olimpico. L’idea è quella di cambiare almeno 6 uomini rispetto alla sfida di Montecarlo. Nell’allenamento di ieri pomeriggio sono state mischiate un po’ le carte. Allegri ha alternato sistemi di gioco differenti (4-2-3-1, 4-4-2 e 4-3-3) facendo ruotare un po’ tutti gli interpreti. La decisione finale verrà presa in mattinata dopo la rifinitura allo Stadium. Le rotazioni maggiori riguarderanno la difesa: oltre a Neto dovrebbero partire dal primo minuto Benatia, che farà coppia con Bonucci, Lichtsteiner e Asamoah. I maggiori dubbi del tecnico riguardano centrocampo e attacco. Allegri difficilmente rinuncia a Higuain, ma ieri ha testato anche un undici senza il Pipita. E’ vero che l’argentino non si è fermato quasi mai, ma è vero anche che contro il Monaco è uscito al 32’ del secondo tempo e in quello che potrebbe rivelarsi il primo match point scudetto non è facile rinunciare a un bomber come Gonzalo. Un po’ perché l’argentino è un tipo che si esalta nei derby (9 reti tra Argentina, Spagna e Italia) e un po’ perché la doppietta di Montecarlo gli ha trasmesso una carica tale da fargli sopportare anche un pizzico di stanchezza. Col Monaco ha trovato i primi timbri nella fase diretta della Coppa e ha raggiunto quota 31 gol. La classifica marcatori di serie A non è la sua priorità, ma sfruttare il derby per mettere la freccia su Belotti, ora al comando con Dzeko a quota 25 centri, non sarebbe una prospettiva così brutta.

Il piano B

Se Allegri deciderà di preservare il Pipita, magari impiegandolo come arma a partita in corso, scatterà il piano B con Mario Mandzukic non più ala sinistra ma di nuovo al centro dell’attacco. In quel caso Stefano Sturaro andrebbe a completare il trio alle spalle del croato assieme a Paulo Dybala e Juan Cuadrado, segnalato al rientro dal primo minuto dopo il part-time di Montecarlo. Un ballottaggio c’è anche in mezzo al campo: Lemina insidia Pjanic per il posto accanto a Sami Khedira. «Se ci sarà qualche cambio non credo che pregiudicherà assolutamente la prestazione», ha detto Allegri nella conferenza di ieri pomeriggio. Con Higuain titolare sarebbero sei le variazioni rispetto alla formazione che ha vinto al Louis II, in caso contrario (Pipita in panchina) addirittura sette. Trattandosi di un derby può fare un certo effetto, però non sarebbe né la prima volta né un record. Il turnover è diventata una specialità di Allegri: nell’ultimo mese e mezzo sono stati cambiati fino a otto interpreti tra una partita e l’altra. Il precedente più significativo è quello della doppia trasferta ravvicinata al San Paolo: in campionato è scesa in campo una formazione, tre giorni dopo ribaltata in semifinale di Coppa Italia.

Rieccola, l’unica partita del girone di andata che lui avrebbe voluto «per davvero rigiocare»: tanto per dirla con un Mihajlovic di 4 mesi fa. Rieccola, anche se sarà tutto trasfigurato, in un replay impossibile. E così, allo Stadium, compresso tra una Juventus ormai a un passo dallo scudetto e non solo virtualmente già in finale di Champions, oltreché in finale di Coppa Italia, il Toro riparte, e ridiscende in campo, per cercare di arrotolare un risultato già scritto nel tappeto di una «partita perfetta: quella che dobbiamo fare», per sovvertire il pronostico e la differenza tra le forze sul prato. C’è Superga, alle spalle, a dettare a Mihajlovic parole poetiche e possenti: «Il fatto che questo derby arrivi solo due giorni dopo la commemorazione del Grande Torino ci può dare uno stimolo in più per disputare una grande partita. Il Grande Torino rappresenta la storia passata e il presente. Corpo, anima, sangue, gesti eroici, bandiera, sacrificio, radici: tutto è da onorare. Chi non conosce il Toro pensa che sia retorica. Io invece penso che quando il Toro scende in campo, scende in campo anche la sua storia. E così anche stavolta scenderanno in campo pure gli eroi di Superga e il popolo granata. Non significa che vinceremo di sicuro contro la squadra più forte d’Italia, che forse è anche la più forte d’Europa e quindi del mondo. Ma significa che lotteremo con tutte le nostre forze. Loro sono fortissimi. Hanno giocatori così bravi che possono risolvere la gara in qualsiasi momento. Ma non esistono squadre imbattibili. Non sarebbe disonorevole se dovessimo perdere. Sarebbe disonorevole se non lottassimo. Invece sono sicuro che lotteremo e che faremo di tutto per vincere questa partita. Io sono un professionista e non un tifoso, non sono nato nel Torino. Ma considero un privilegio essere stato lassù a Superga, con i miei ragazzi. Il 4 maggio non sarà mai una data qualsiasi. Siamo andati a onorare il passato anche per cercare di dimostrare di essere all’altezza nel derby. E’ stato emozionante, sul colle. Nessun altro club è fiero della sua storia come il Toro».

La rotta

«Allo Stadium perdono tutti: difatti dobbiamo disputare una gara perfetta. Dovremo avere rabbia e cinismo: non avremo tutte le occasioni delle gare precedenti, quindi dovremo sfruttarle subito». E non come nelle ultime partite, con un Toro clamorosamente sprecone. E nella fase difensiva «dovremo avere una rabbia, un’attenzione feroce e anche un pizzico di fortuna per non farci fare gol, con una concentrazione fin disperata». Che è come dire: giocare alla morte. «Giocare come sappiamo: solo così possiamo metterli in difficoltà. Di sicuro sarà difficile, ma non impossibile. Loro comunque avranno la mente libera, perché in Champions hanno la qualificazione in tasca, dopo il 2 a 0 di Montecarlo». Per la serie: non possiamo farci facili illusioni. Neppure in porta. «Buffon è straordinario, unico. Ma anche Neto è molto forte. Lo portai io in Italia ai tempi della Fiorentina e so bene quanto vale. Non lo farebbero mai giocare, se non fosse all’altezza. Anche io nelle condizioni di Allegri avrei fatto questa scelta». A proposito del rivale: «Pregi e difetti? E’ più magro di me, ma non so se è un pregio o un difetto. Ha dimostrato di essere uno dei migliori allenatori al mondo e non era facile fare quello che ha fatto, dopo Conte. Può vincere il Triplete. Allegri mi darebbe fastidio soltanto se io dovessi perdere il derby!». Sinisa si muove ancora a bordo delle battute, quando gli ricordano che era in ballo anche lui per il dopo-Conte, 3 anni fa: «Non ricordo, ho una certa età, ho un inizio di Alzheimer… Si dicevano tante cose, poi bisogna vedere se sono vere o no». Erano vere, Miha era sì uno dei 4, 5 allenatori nel mirino del club bianconero: e alla fine Agnelli e Marotta scelsero Allegri.

Lavoro e atteggiamento

«Ai ragazzi ho detto che anche stavolta dobbiamo giocare per vincere, non per non perdere. Conosciamo i loro punti forti. E quei pochi punti deboli che hanno dipenderanno anche da noi». Molta pretattica, come si può leggere a pagina 4. «Comunque non c’è un modulo che ti fa vincere di sicuro. L’importante è lo spirito, è l’atteggiamento». Miracoli cercansi in una notte di tregenda, dopo tanto lavoro in allenamento, anche sulle teste: questa è la verità, in carne e ossa.

Dopo le scritte ingiuriose e vergognose contro il Grande Torino, comparse nei giorni scorsi sulla strada che porta al colle di Superga, ecco un altro episodio da biasimare: uno striscione offensivo comparso ieri mattina al Filadelfia, anch’esso di matrice bianconera (così la pensa pure chi controlla l’ordine pubblico e segue le tifoserie). «Stalla»: così recitava. E’ stato appeso nella notte tra giovedì e venerdì alle recinzioni in lamiera del Fila, prossimo all’inaugurazione. Non alla Sisport, dove il Toro si allena. Al Filadelfia, la culla del Grande Torino, perito 68 anni fa (giovedì era la ricorrenza della tragedia) e già profanato a parole con quelle scritte immonde comparse nella salita a Superga, e poi cancellate prima da tifosi granata e poi dal Comune. Così come ieri è stato levato quello striscione, non appena scoperto. Ma la voglia di qualcuno di continuare a colpire e irridere il Grande Torino e i suoi tifosi evidentemente non cala. E’ violenza anche questa: non solo verbale. E’ inciviltà. E’ provocazione. E’, francamente, troppo. Troppo irriguardoso, e vergognoso, augurare 10, 100, 1000 volte Superga. Ma è anche tutto molto stupido, e non umano. «Buffon ha stigmatizzato questi fatti e ciò che ha detto gli fa onore», ha sintetizzato ieri Miha. «Stiamo oltrepassando i limiti, e ovviamente penso anche ai manichini di Roma». Ma non solo il nuovo oltraggio al Grande Torino, ieri, ha caratterizzato le discussioni dei tifosi sui forum. Anche la beffa (chiamiamola così) della Mole, non propriamente illuminata, nella notte del 4 maggio. A differenza del 2016, è stato proiettato solo lo stemma del Torino, in memoria degli Angeli di Superga, ma la Mole è stata illuminata di bianco, e non di granata. Nelle scorse settimane si erano levate polemiche, perché in un primo tempo il Comune voleva cancellare l’iniziativa, per ragioni economiche. Ha pagato Cairo, 427 euro Iva compresa. Ma ieri è stato preso in giro sui social, da chi pensava che la mancata illuminazione di granata dipendesse dalla volontà di risparmiare. Niente di tutto ciò, in questo caso. Anzi, il Torino si è anche lamentato con la giunta Appendino, per il “disservizio”. Imputabile, probabilmente, a chi non ha sistemato il filtro necessario per proiettare la luce granata. L’assessorato allo Sport e al tempo libero, facente capo a Finardi, aveva richiesto all’Iren (il 2 maggio, ufficialmente) «l’illuminazione granata della Mole», come da mail anche protocollata. Qualcuno non ha capito, o qualcuno non si è spiegato abbastanza bene, è il pensiero del club granata. Bastava replicare l’illuminazione del 4 maggio 2016. Non era molto difficile.

Aver (quasi) liquidato la pratica Monaco già in “gara 1” permette a Massimiliano Allegri di concentrare l’attenzione di tutti i suoi giocatori sul derby di stasera, che cade proprio in mezzo alla doppia sfida Champions. I bianconeri dovranno evitare evitare distrazioni. I rivali granata da settimane aspettano questo momento per provare a fare uno sgambetto ai bianconeri.

I vantaggi del 4-2-3-1

A Mihajlovic mancano dei punti nelle gare casalinghe (pareggi con Crotone e Samp), ma arriva forte della crescita prestativa dei suoi che col nuovo modulo sembrano aver trovato una formula più congeniale allo sviluppo di un gioco propositivo. Il 4-2-3-1 permette di coprire bene il campo anche in ampiezza e di creare superiorità numerica sulle fasce. In particolare funzionano bene in meccanismi a destra dove Yago Falque ha movimenti intelligenti “dentro-fuori” che aprono corridoi invitanti a Zappacosta, bravo ad inserirsi centralmente e non solo in sovrapposizione esterna. Sull’out opposto Boyé e Avelar (titolari nelle ultime gare) hanno meno sincronismi e confidano maggiormente (forse troppo) nell’estro individuale. Barreca mi sembra un giocatore più lineare rispetto al brasiliano e, quindi, più adatto al gioco di Sinisa. Allegri era approdato al 4-2-3-1 prima del collega granata. Dopo la parentesi monegasca, dove la Juve ha giocato col 3-4-3, è facile che questo sistema di gioco venga riproposto nel derby creando quindi contrapposizioni speculari sia sulle fasce sia in mezzo al campo.

E… gli svantaggi

Il Toro ha alzato il baricentro comprimendo gli avversari ma togliendo spazio vitale a Belotti che ha dimezzato la sua media gol nell’ultimo mese e cambiato le sue modalità operative. Riceve qualche pallone in più ma sempre in spazi angusti che lo costringono a tentare il 30% di dribbling in più a discapito dell’efficacia del suo gioco. E’ meno utile per gli altri (-50% negli assist) e per se stesso (la capacità realizzativa è scesa dal 26% al 9%). E’ vero che in questo sistema di gioco i suoi movimenti abbassano la linea difensiva avversaria creando spazi per gli inserimenti dei trequartisti, in particolare di Ljajic che è il giocatore che ha tratto i maggiori benefici da questo cambiamento di assetto. Il giocatore serbo ha triplicato la produzione di assist e raddoppiato quella dei gol, diventando sicuramente il fulcro nella manovra offensiva.
La Juve non ha avuto questo problema perché Higuain ha caratteristiche opposte a quelle di Belotti, attacca meno la profondità e gli piace venire a giocare tra le linee. Lascia volentieri ai compagni la possibilità di inserirsi centralmente col primo tempo di attacco. Il 4-2-3-1 ha qualche controindicazione anche nella fase di non possesso. Sui cambi gioco veloci non sempre la diagonale dell’esterno opposto è puntuale così che si possono creare dei buchi di fianco e dietro ai due mediani così come possono crearsi varchi pericolosi alle loro spalle se la squadra si allunga. Anche in questo caso la Juventus ha patito meno sbandamenti con questo sistema avendo esterni molti disponibili a sacrificarsi all’indietro (Mandzukic in primis) e difensori sempre pronti ad accorciare in avanti. Falque e Boyé sono più pigri nei ripiegamenti ed i difensori centrali tendono un po’ troppo a temporeggiare.

Alternative

Mihajlovic si starà, quindi, preoccupando proprio di come presidiare lo spazio tra difensori e mediani centrali, la zona dove convergono Dybala e Higuain. Acquah e Baselli non sembrano essere una barriera sufficiente a meno che la squadra non riesca a fare una gara molto aggressiva, con la linea difensiva molto alta e, quindi, tenendo i reparti molto stretti. Una scelta che sarebbe coraggiosa, forse incosciente. Quando il Monaco ha provato (nella parte centrale del primo tempo) a pressare alto è stato subito punito dalla ripartenza mortifera dei bianconeri. Le alternative potrebbero essere di giocare col rombo a centrocampo (come contro il Crotone) mettendo un metodista (Lukic o Valdifiori) davanti alla difesa e salvaguardando Ljajic nella posizione di trequartista. Belotti sarebbe affiancato da Falque. L’idea di compattare la squadra centralmente permetterebbe di chiudere meglio la “zona Dybala”. Se dovesse essere questa la scelta sarebbe la Juve a dover fare la partita andando a cercarsi la superiorità numerica sulle corsie esterne.

Max e Miha ai raggi x

Mihajlovic ha puntato dritto sul 4-4-3 per larga parte della stagione ma con un’interpretazione del disegno tattico che è cambiato giornata dopo giornata. Inizialmente ha cercato la compattezza difensiva e il contropiede. Con i risultati e l’aumento dell’autostima ha progressivamente alzato la linea del pressing e iniziato a comandare maggiormente la gara. L’evoluzione dello stile di gioco ha portato Sinisa, alla fine, a cambiare anche la collocazione spaziale delle sue pedine, tanto che nell’ultimo mese ha adottato stabilmente il 4-2-3-1 (ad eccezione del 4-3-1-2 proposto contro il Crotone), un modulo che gli permette di sviluppare un gioco più armonico e offensivo. L’inversione di rotta è impressionante. Dalla trasferta di Cagliari in poi il Torino ha aumentato di 6′ il possesso palla medio a partita e del 20% il numero di passaggi riusciti. Gli assist sono passati da 8 a 14 a match. Di contro Hart ha dimezzato il numero di interventi.
Diverso il percorso fatto da Allegri, che ha lavorato nella direzione opposta. Equilibrio, adattabilità, massima efficacia sono suoi i must. Su questi concetti ha lavorato da quando è alla Juventus trasformando progressivamente l’approccio ideologico di Conte in sano pragmatismo. La squadra ormai sa cambiare atteggiamento nel corso della stessa partita e adatta il sistema di gioco alle necessità del momento. A Monaco l’esempio più eclatante. Difesa a 3 per marcare Mbappé e Falcao, con Bonucci staccato di qualche metro per coprire la profondità. Centrocampo con esterni pronti ad assorbire le sfuriate degli avversari e a ripartire velocemente. Così la difesa avversaria è stata costretta ad aprirsi, liberando i corridoi centrali alle incursioni devastanti di Higuain. Nel Principato si è visto un 3-4-3 mai proposto prima in stagione che è servito a contrapporsi nel modo migliore all’avversario esaltando il proprio stile di gioco e le caratteristiche dei propri giocatori. Non è un caso che, rispetto a Mihajlovic, Allegri abbia variato molto di più i sistemi di gioco nelle corso del campionato.

Massimiliano Allegri sfrutterà la rifinitura di questa mattina allo Stadium per risolvere gli ultimi dubbi di formazione anti Torino. Nell’allenamento di ieri pomeriggio il “Conte Max” ha mischiato le carte, alternando sistemi di gioco (4-4-2 e 4-3-3) e uomini. Se in porta stasera toccherà a Neto, in difesa la tentazione del tecnico si chiama Medhi Benatia. L’ex Bayern Monaco potrebbe far coppia con Leonardo Bonucci, uomo derby per eccellenza (il figlio Lorenzo è tifosissimo di Belotti e del Toro). Benatia non gioca titolare dalla gara casalinga contro il Genoa dello scorso 23 aprile (Juventus-Genoa 4-0). Il difensore marocchino in questa stagione ha collezionato 16 presenze e 1 gol. Il derby sarebbe una bella occasione per tornare protagonista e guadagnare consensi anche in ottica futura. Benatia è arrivato dal Bayern in prestito con diritto di riscatto. I dirigenti bianconeri hanno intenzione di trasformare il trasferimento a termine in un acquisto vero e proprio. Con il club tedesco, che nei giorni scorsi ha riscattato dalla Juventus Coman per 21 milioni, esiste già un’intesa di massima.

Fasce variabili

Oggetto di valutazioni sono anche le fasce laterali. A destra Stephan Lichtsteiner dovrebbe partire dal primo minuto permettendo così all’eroe di Montecarlo Dani Alves di rifiatare in ottica Champions (martedì la semifinale di ritorno contro il Monaco). A sinistra Kwadwo Asamoah è segnalato in vantaggio su Alex Sandro.

Sinisa fa un po’ di pretattica. Doverosa quando si deve affrontare uno squadrone come la Juve e, per di più, allo Stadium. Il tecnico serbo, quindi, non rivela niente. Neppure sul sistema di gioco che adotterà. Dovrebbe essere il 4-2-3-1 che sta portando buoni risultati sul piano dell’intensità ma… «di sicuro dietro giocheremo a quattro. Dopodiché vedremo, magari cominciamo in un modo e poi finiamo con un altro. Ho tre soluzioni che mi piacciono e che intendo valutare. Ci dormirò su e poi deciderò». Si sa che i tre sistemi sono quelli adottati nell’ultimo periodo: il 4-2-3-1 in primis. E poi 4-3-1-2 (magari con l’inserimento di Benassi assieme a Baselli e Acquah) e, infine, il 4-3-3. Quanto alla formazione, il grande dubbio in avanti era quello riguardante Iturbe. In questo caso Mihajlovic è stato perentorio. «Subito dopo la partita contro la Sampdoria ho detto che ero contento per il suo gol. Ha dimostrato di aver smaltito l’infortunio di Cagliari, però non ha i 90 minuti, non credo sia pronto per partire titolare nel derby». Quindi, a meno di clamorosi ripensamenti, nessun dubbio: Hart in porta. Poi difesa a quattro con Zappacosta a destra e Molinaro a sinistra. Al centro Rossettini e Moretti. Acquah e Baselli davanti alla difesa. Eppoi Iago Falque, Ljajic e Boyé. Con Belotti in avanti a cercare nuovi gol. Questo è probabilmente il Toro che cercherà l’impresa di battere i campioni d’Italia.Sinisa Mihajlovic, inoltre, chiederà più copertura a Baselli e Acquah. I due, per la cronaca, dovranno cercare di controllare a vista Dybala, quando l’argentino partirà da centrocampo. Perché è proprio lui la vera fonte del gioco bianconero sulla trequarti, quello che parte, inventa e segna. Acquah ha gamba e grinta e dovrà fare molto pressing. Eppoi in allenamento si è lavorato molto sui calci piazzati che sino ad oggi sono clamorosamente mancati, visto che il solo Iago Falque ha fatto gol tanto tempo fa a Bergamo. In questo si è esercitato di continuo Ljajic, il più dotato del gruppo. Il morale del Toro è alto, durante la settimana alla Sisport si è lavorato con grande determinazione curando anche i più piccoli particolari. Di sicuro i granata, comunque finisca la partita, non risparmieranno le energie.

Pep Guardiola ci riprova: per migliorare la difesa del suo Manchester City, una delle peggiori della Champions League con una media di 2 gol subiti a partita, torna a guardare al reparto arretrato più forte d’Europa, quello della Juventus. Dopo l’assalto a Leonardo Bonucci andato a vuoto nella scorsa stagione, però, stavolta ha spostato leggermente il mirino. Verso sinistra. Gli occhi e il portafoglio del City sono infatti puntati su Alex Sandro, che in bianconero si è affermato tra i migliori esterni mancini del mondo e che il City contava di ingaggiare un anno fa alla scadenza del contratto con il Porto, venendo però bruciato 12 mesi prima dalla Juve.

Super offerta

Nella formazione di Guardiola il lato sinistro della difesa è di competenza dell’ex laziale Aleksandr Kolarov, con Gael Clichy come alternativa: entrambi 31enni, il primo ha un contratto in scadenza nel 2018, mentre il secondo sarà svincolato tra poco meno di due mesi. Ecco perché il club inglese ha intenzione di rafforzare quella zona per il presente e per il futuro: nei piani dell’allenatore catalano Alex Sandro sarebbe il nuovo titolare, con Kolarov alternativa ma utile anche da difensore centrale. Per realizzare quei piani il City è pronto a mettere sul piatto 60 milioni, che potrebbero lievitare a 70 con i bonus.
La società bianconera è sempre più solida economicamente e quest’anno ha già messo al sicuro oltre 90 milioni di introiti dalla Champions League, che salvo suicidi sportivi nel ritorno della semifinale diventeranno oltre 100, per la precisione 113 in caso di trionfo finale. La Juventus non ha quindi esigenza di vendere, ma potrebbe farlo se lo ritenesse utile: l’attenzione al bilancio resta alta e, visto che anche nel prossimo mercato verranno effettuati acquisti importanti, una cessione altrettanto importante potrebbe essere presa in considerazione, come avvenuto per esempio con Pogba e Vidal nelle ultime due stagioni. A proposito di Pogba, ci sarà poi da tener conto anche della volontà di Alex Sandro, al quale il City proporrà un ingaggio in linea con la cifra che è disposto a offrire alla Juventus. Se il brasiliano chiedesse di partire e per lui arrivasse sul tavolo un assegno da 60-70 milioni, la società bianconera potrebbe dire sì: Alex Sandro è stato pagato 25 milioni due anni fa e una cessione a quel prezzo rappresenterebbe una plusvalenza notevole.

Eredi

Plusvalenza economica, utile a raggiungere gli obiettivi in attacco, da Schick a Bernardeschi per citarne due, ma non certo tecnica. Se partisse il brasiliano, Marotta e Paratici dovrebbero trovare un erede degno, se non proprio alla stessa altezza, da affiancare ad Asamoah, sempre più a suo agio da terzino sinistro. Sempre attenti nel monitoraggio dei giocatori di valore anche nei ruoli teoricamente coperti, proprio per non essere impreparati in situazioni simili, gli uomini mercato bianconeri hanno già in mente le possibili soluzioni.
La più intrigante sarebbe una sorta di remake dell’operazione Pjanic, visto che anche questa volta la Juventus pescherebbe dalla Roma: ai bianconeri, come al Milan, piace Emerson Palmieri. Il 22enne brasiliano, che ha scelto di giocare con la Nazionale italiana ed è stato convocato dal ct Ventura per l’ultimo stage, è una delle rivelazioni del campionato e rappresenterebbe un investimento anche in chiave futura, come Alex Sandro a suo tempo. La Roma ha bisogno di incassare e la trattativa non sarebbe impossibile.
Non sarebbe un investimento per il futuro Filipe Luis, 31enne brasiliano con passaporto italiano dell’Atletico Madrid, ma una garanzia per il presente. Un addio di Simeone potrebbe avviare un profondo rinnovamento tra i colchoneros e aprire la strada alla partenza di alcuni dei pilastri del ciclo del Cholo, compreso il mancino che ha ancora due anni di contratto ed è uno dei nomi sulla lista bianconera.
Lista in cui figura da tempo, anche per quanto riguarda la fascia destra visto che è in grado di giocare su entrambi i lati, Mattia De Sciglio, pupillo di Allegri con contratto in scadenza con il Milan tra un anno.

Da Superga al derby. Dalla commozione della celebrazione alla convinzione di poter regalare ai tifosi granata una serata magica nel ricordo degli Invincibili che ha declamato uno ad uno davanti a tremila persone col fiato sospeso. Perché ci crede, Andrea Belotti. Lo vuole più di qualsiasi altra cosa. Una magia da regalare alla sua gente. Come all’andata, ma decisiva. Sinisa Mihajlovic, abile strizzacervelli, ha capito il momento. In settimana ha lavorato molto sulla sua testa cercando di regalargli quella serenità di cui c’è bisogno in situazioni come queste. Perché è da due giornate che non segna (un’eternità per uno come lui) e (anche) per lui sono stati giorni emozionanti e pieni di passione granata. «In questi giorni gli ho parlato a lungo. Contro la Samp l’ho visto un po’ più egoista di prima e gliel’ho detto. Gli ho ribadito che deve rtestare tranquillo e sereno: finché si farà trascinare dalla sua generosità farà sempre gol ma, soprattutto, sarà amato dai compagni. Probabilmente è un po’ distratto da tutto quello che gli sta girando attorno, ed è comprensibile: ma la sua stagione è comunque straordinaria così. Noi tutti cercheremo di spingerlo verso la conquista della classifica marcatori, per me però conta la squadra. L’importante è che vinca il Toro e se lo farà con i suoi gol sarei ancora più contento. Ma per lui il gol non deve diventare un’ossessione. Stia sereno e non ci pensi, così arriverà: magari già nel derby».
Il Gallo, inutile nasconderlo, sta attraversando un momento particolare. Tra il Chievo e la Samp ha mostrato un po’ di insofferenza nel non trovare la porta, di sua iniziativa o su invito dei compagni. Ha giocato meno per la squadra e un po’ di più per lui, cosa che non aveva mai fatto prima. Eppoi le chiacchiere sul mercato, la clausola dei cento milioni. Insomma, tante sfumature che messe assieme possono pesare. Ma il ragazzo ha la testa giusta e il confronto con Sinisa – supportato in questo lavoro dal ds Petrachi – lo sta aiutando a gestire questa fase senza gol. La condizione fisica è buona, nonostante tutto continua a fare a sportellate con i difensori avversari, si scaraventa su ogni pallone come se fosse l’ultimo, aiuta in difesa. I compagni lo adorano, sanno che comunque finisca la partita lui dà sempre tutto e di più. La classifica dei marcatori è sempre aperta, anche gli altri – a partire da Dzeko – hanno rallentato. Però s’è fatto sotto Higuain, il suo rivale di stasera. Un motivo in più per centuplicare le forze.
Tutti parlano del suo futuro. I tifosi anche a Superga gli hanno chiesto di rimanere, il presidente Cairo continua a spedirgli messaggi d’amore. Se dall’estero nessuno si presenterà con i cento milioni, il Gallo resterà in granata per costruire assieme un futuro ancora più luccicante: Toro in Europa e un super Mondiale. Sono in tanti a trattenerlo. Anche Briaschi, ex grande attaccante di Genoa e Juventus, attuale procuratore: «A Belotti consiglierei di rimanere, almeno per un’altra stagione. Quella granata è una società seria, sana, preparata. Qui crescerebbe ancora di più». Ormai tutti parlano di lui, non solo in modo appropriato come Briaschi. Ieri fra i tifosi si era addirittura diffuso l’allarme per un fotomontaggio del Gallo in maglia rossonera che esultava davanti a San Siro, che secondo le voci che impazzano sul web lui avrebbe gratificato di un “like”, quasi ad auspicare un suo trasferimento al Milan, Un fake, per una sciocchezza senza fondamento. Eppure adesso deve imparare a reggere anche queste pressioni aggiuntive, Belotti. Basterà un gol, per scrollarsele di dosso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *