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By | 26/03/2017
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Qualunque cosa accada stamattina alle 7 (o sia accaduta, dipende dall’ora in cui ci si alza e si decide di seguire in diretta o in differita il GP d’Australia) due sono i dati per possono solleticare il palato del pubblico italiano: lo sbarco, come pilota titolare sulla Sauber (una tantum) di Antonio Giovinazzi (un italiano, finalmente, dal tempo di Fisichella 2009 e la conferma delle doti della Ferrari. 

Partiamo dalla Rossa. Le libere del venerdì non avevano del tutto convinto, probabilmente nemmeno i ferraristi, che poi hanno lavorato molto sugli assetti delle Rosse. Al punto che in qualifica, Vettel è andato davvero molto forte, fermandosi a due decimi da Hamilton. Partire in prima fila è un balsamo per il morale e comunque può rivelarsi molto utile (a patto di scattare bene in una stagione che non promette di favorire i sorpassi). «Non abbiamo mai perso fiducia in noi stessi e nella nostra monoposto – ha detto Vettel – e certamente siamo tutti soddisfatti di questa prestazione. Io so di non aver compiuto un giro perfetto, sono andato forte solo nella parte finale. Quindi sono abbastanza sicuro del potenziale che abbiamo. Cominciare il Mondiale con un secondo e un quarto tempo è un buon segnale». 

Naturalmente, in tutto questo, non va dimenticata la zampata di Hamilton, da venerdì sempre padrone della situazione. Vettel ha sfilato la seconda posizione a Bottas, ma bisognerà mettere in conto che nel corso della stagione il pilota finlandese dovrebbe migliorare (specie in qualifica) e se la Mercedes confermerà il vantaggio tecnico di cui dispone potrebbe divenatre un problema. La Ferrari comunque ha sostenuto delle ottime qualifiche, fino a quel punto (sempre gara a parte) e questo è positivo. Va detto che anche lo scorso anno (pur con un distacco maggiore) la Ferrari non era affatto andata male a Melbourne, né nelle gare immediatamente successive, perdendosi poi nel corso del Campionato. Un rischio che esiste anche quest’anno e che dovrà essere scongiurato dalla squadra. 

Poi c’è il capitolo Giovinazzi. Il pilota di Martina Franca, talentuoso e veloce, è arrivato a Melbourne come pilota di riserva della Ferrari. Per lui, da poco promosso in quel ruolo, già un bel colpo. Poi è accaduto che Pascal Wehrlein, che si trascina una problema fisico alla schiena, dopo le libere di venerdì sia stato costretto al forfeit. Così, con un sms ricevuto dalla Ferrari, Giovinazzi si è svegliato sabato mattina sapendo di essere diventato titolare. Il pugliese ha già sostenuto un’intera sessione di prove invernali a Barcellona, quindi conosce l’auto e la squadra. Ma comunque è stato catapultato in un contesto non facile: una sola sessione di libere, le qualifiche (mai sostenute in Formula 1), una pista mai vista. E come dovrebbe fare ogni pilota di sostanza, Giovinazzi è semplicemente andato molto forte (considerando i limiti della Sauber) arrivando a un soffio (un piccolo errore) dal conquistare la “Q2” e stare davanti al suo compagno. 

«Ero un po’ emozionato e anche preoccupato, perché cominciare dal sabato significa non preparare il fine settimana come bisognerebbe fare. Nell’unico turno di libere ci si è messa di mezzo una bandiera rossa e ho potuto percorrere pochi giri. Conoscevo l’auto, ma non con poca benzina e gomme Ultrasoft. Ma credo di essere andato bene». 

«Che bel risveglio, questa mattina, quando ho appreso questa notizia». Giancarlo Minardi è il primo sostenitore di Antonio Giovinazzi e, nel suo ruolo di “scout” con le strutture federali, è il mentore del pilota pugliese. Per lui, che ne ha sempre sottolineato le doti, è una grande soddisfazione. «Credo che il nostro compito, parlo di Acisport e di tutto quel che facciamo assieme, sia quello di preparare i giovani a essere pronti. Per usare una metafora: quando si ferma il treno è importante essere alla fermata. Spiace che un altro pilota abbia avuto un problema fisico, ma Antonio si è costruito questa possibilità».

 «Sì. E dico che Giovinazzi è andato molto bene. In primo luogo perché ha potuto percorrere solo 18 giri nelle ultime libere e poi perché nelle qualifiche è andato vicino al passaggio in “Q2”, traguardo non scontato per una squadra come la Sauber. Avrebbe persino essere più veloce del suo compagno, che conosce meglio la squadra e ha già disputato tre stagioni in Formula 1». 

«Intanto è lunga 5 chilometri, dunque più difficile da memorizzare per un pilota che non vi abbia mai girato. Poi è un circuito non permanente, che pone delle difficoltà oggettive, più facili da gestire se hai esperienza». 

«Io penso che chi, al muretto box, deve vedere cosa fanno i piloti lo possa fare anche in breve tempo. Antonio ha mostrato il suo talento già nei test a Barcellona. Non è un caso che la Ferrari lo abbia scelto come pilota di riserva, permettendogli di lavorare a stretto contatto con la squadra per l’intera stagione». 

  Cambiano le regole, i piloti e le monoposto, ma la Mercedes resta davanti a tutti ancora una volta. E se la Ferrari si è laureata campione d’inverno, le Stelle d’Argento potrebbero essere classificati come campioni di nascondino, con Lewis Hamilton capace di affibiare il titolo di favorita alla Rossa il giorno prima, per poi, il giorno dopo, dominare dall’inizio alla fine le prime prove libere della stagione targata 2017.

Ed è pur vero che, come recita spesso l’ex ferrarista Fernando Alonso, alle prese con una sempre meno entusiasmante McLaren-Honda (12° tempo assoluto per lui), le prove del venerdì non significano niente, ma dopo tre anni di dominio tedesco fa impressione rivedere sempre gli stessi colori in testa alla lista dei tempi nel momento del ritorno ufficiale in pista del “Circus”. E così, dopo otto giorni di test passati a lodare i progressi della Ferrari, il primo verdetto ufficiale di quest’anno della Formula 1, che accenderà il semaforo verde domattina alle 7 (ora italiana) all’Albert Park di Melbourne, sorride alla solita Mercedes, che con Hamilton ha fermato il cronometro sull’1’23”620 precedendo la Ferrari di Vettel, secondo in 1’24”167, e il compagno di scuderia Valtteri Bottas, fermo sull’1’24”176.

Quarto miglior crono per l’altro ferrarista, Kimi Raikkonen, in 1’24”525, mentre le Red Bull si sono fermate in sesta fila con Daniel Ricciardo davanti al “terribile” Max Verstappen. «È stato tutto perfetto al 99%», ha sorriso Hamilton al termine del primo venerdì di prove libere del 2017. «Dopo aver lottato con alcuni problemi a Barcellona, non sapevamo se sarebbe stato lo stesso qui. La cosa incoraggiante è che siamo arrivati in pista solo una settimana dopo e la macchina è proprio dove dovrebbe essere. Va tutto a meraviglia e i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico». «Sapevamo dopo le prime prove che le Ferrari non erano al loro massimo», ha aggiunto Hamilton, «ma naturalmente nelle seconde libere sono tornate subito veloci.

Vedremo domani (oggi, ndr) come siamo messi sul serio». Meno sorridente dell’inglese è sembrato Vettel, che come il rivale vuole attendere le qualifiche prima di sbilanciarsi sulle prestazioni della sua SF70H. L’asfalto molto sporco e i diversi carichi di benzina rendono
impossibile una vera valutazione comparativa, come ha riassunto il tedesco alla fine delle prove: «Al venerdì è sempre difficile dire qualcosa. Nella prima sessione abbiamo avuto qualche piccolo problema che ci ha un po’ rallentato, la seconda è andata meglio. Quanto al bilanciamento, c’eravamo abbastanza, ma si può ancora fare di meglio. I tempi sul giro non contano niente: solo domani (oggi) si scopriranno i giochi». Non molto diverso il commento di Raikkonen, apparso però più ottimista del compagno di scuderia: «Possiamo essere contenti, nel complesso la giornata non è andata male. Abbiamo imparato molte cose e ora sappiamo in quali aree migliorare».

Come vedere le qualifiche del Gran Premio d’Australia di F1 in Diretta Tv e Streaming Live:

DIRETTA LIVE TV:

Sabato 25 marzo 2017 ore 07:00 (italiane): Qualifiche del Gran Premio d’Australia a Melbourne  in Diretta TV in esclusiva sul satellite su Sky Sport F1 HD; la differita sarà trasmessa in chiaro alle ore 14 su Rai 1.

La telecronaca su Sky Sport è a cura di Carlo Vanzini con il commento tecnico di Marc Gené.
Inviati al paddock Federica Masolin, Jacques Villeneuve e Davide Valsecchi.
L’inviata ai box sarà Mara Sangiorgio che raccoglierà le dichiarazioni dei piloti prima e dopo la gara.

Diretta Streaming Qualifiche GP Australia:

Gli abbonati Sky Sport potranno vedere le qualifiche del Gp d’Australia di Formula 1 in diretta streaming l su pc, smartphone e tablet grazie al servizio Sky Go.

Chi non è abbonato invece può acquistare la visione del Gran Premio d’Australia di F1 in diretta streaming al costo di 9,99 Euro sul sito nowtv.

Inoltre sono diverse le tv estere che hanno acquistato i diritti per la Formula 1 ed è possibile guardare il Gp di F1 di Melbourne in diretta streaming gratis su diversi siti esteri ma prima consigliamo di verificarne la legalità nel proprio paese di residenza.

DIRETTA TV ESTERE:

Oltre alle possibilità indicate in precedenza, diverse emittenti svizzere, tedesche e austriache quali La2, RSI, RTL e ORF che hanno acquistato i diritti tv per il mondiale di Formula 1 e trasmettono sia in diretta tv che in diretta streaming il GP d’Australia di F1.
Diversi di questi canali si possono vedere in tv con satellite.

Non c’è ancora chi brilla ma c’è già chi incespica. Questo sembra di poter dire dopo la prima giornata di attività ufficiale, in cui la Red Bull è apparsa in ritardo con Ricciardo e Verstappen che hanno occupato la terza fila virtuale della griglia, dietro a Mercedes e Ferrari. Per la griglia di partenza vera tutto si deciderà oggi alle 7 italiane, primo momento di verità dopo i tempi camuffati dei test invernali e quelli insinceri di ieri.

LOSTOP.Cos’è che ha frenato le Red Bull? Forse la decisione della Fia di mettere dei paletti alla creatività degli ingegneri nell’area delle sospensioni, vietando interpretazioni troppo estreme. Ciò potrebbe aver complicato la vita di Adrian Newey e il suo staff, mentre analoghe voci relative alla Mercedes non hanno trovato riscontro nei tempi fatti segnare da Hamilton (che ha pensato subito di marcare il territorio col miglior tempo in entrambe le sessioni di prove libere) e Bottas. Lo stesso Toto Wolff, numero uno della Stella, ha voluto precisare: «Nel chiarimento della Fia sulle sospensioni non c’è stato nulla che ci abbia costretto a cambiare, né che possa influire sulle prestazioni della nostra macchina».
La seconda sessione di Verstappen è durata solo otto giri, perché l’olandese è finito fuori pista mentre era impegnato in un test di durata con gomme ultrasoft: danni al fondo della RB13 e meccanici a testa bassa. Quel lavoro di simulazione è stato poi completato da Ricciardo, con tempi superiori di oltre un secondo a quelli medi espressi da Mercedes e Ferrari.

Mai sottovalutare la Red Bull, però, perché si tratta della squadra piti reattiva e capace di sviluppare la macchina nel corso di un weekend e dell’intero campionato. E’ così da sempre: se ricordate l’inseguimento alla Bravvn GP nel 2009, vien da pensare che quel Mondiale se lo sarebbero preso i bibitari se solo fosse durato un paio di gran premi in più.
DUELLO.Meno definita la situazione tra Mercedes e Ferrari, che sembrano battersela in qualcosa che somiglia a un paritetico duello. Ma la Rossa (che in mattinata ha accusato un problema al kers e uno al DRS) non è riuscita a trovare subito un assetto decente, che oggi dovrebbe individuare limando due o tre decimi ai suoi tempi. Ma Vettel nel pomeriggio ha compiuto mi lavoro piuttosto imperscrutabile affrontando una simulazione con gomme supersoft (non è escluso che abbia provato a capire se sia questa la mescola per superare la Q2, e quindi da usare ai via e nella prima fase di gara). Ma la Mercedes avrebbe usato i suoi motori evoluti tenendoli bassi come prestazioni, e dunque avanza un bel salto in avanti. Troppi “ma” e troppi verbi al condizionale per poter abbozzare una qualche certezza.
I distacchi sono ancora grezzi, non chiaramente indicativi dei valori: Vettel è a mezzo secondo da Hamilton, Bottas lo segue di nove millesimi appena, Raikkonen è a nove decimi dal leader. Parli più chiaramente la qualificazione.

Vuoi vedere che l’era della F.1 targata Liberty Media potrebbe aprirsi con tre squadre in lotta per la vittoria? Sarebbe lo spot perfetto per Ross Brawn e per i nuovi padroni americani. Pensate se domani, al via del GP d’Australia che apre il Mondiale, ci fossero Mercedes, Ferrari e Red Bull tutte racchiuse in un fazzoletto. Ci scorderemmo anche di una gara con un solo pit stop e dei sorpassi che potrebbero rivelarsi difficili. Le speranze sono riposte negli inseguitori. Perché la Mercedes ieri ha subito scacciato un po’ dei dubbi nati durante i test e ribadito di essere ancora la macchina da battere, con Lewis Hamilton a un solo decimo dalla pole record ottenuta da Sebastian Vettel nel 2011.

FILOSOFIA La Ferrari è più vicina di quel che sembra e questo potrebbe creare l’occasione per fare uno sgambetto in gara al gigante tedesco. Ieri Maurizio Arrivabene ha rotto il silenzio strategico che ha caratterizzato tutto l’inverno della rossa. Non una scelta, ma un obbligo, trattandosi della conferenza ufficiale dei team principal. «Finora ci siamo concentrati su noi stessi, cercando di evitare le pressioni — ha detto Arrivabene —. Se abbiamo cambiato qualcosa nella squadra (il d.t. James Allison sostituito da Mattia Binotto; n.d.r.) è stato per il meglio. Abbiamo lavorato con un obiettivo comune, condividendo le informazioni, e il risultato è una vettura di tutti e non di uno solo». La frecciata al vecchio corso è evidente. L’immagine di una Ferrari operaia, che lavora con umiltà e a testa bassa, risponde al motto di Arrivabene.

CHIUSURA Invece convincono meno le ragioni che spingono il Cavallino alla chiusura verso i media, in un momento tutto sommato positivo, e la spiegazione che ne dà lo stesso Arriva bene. Considerate le critiche, anche dei giornalisti stranieri, è una riuscita operazione «antipatia». «Bisogna stabilire che cosa intendiamo per media — risponde il capo della Gestione Sportiva —. Oggi i mezzi di comunicazione sono svariati. Abbiamo fatto parlare Vettel con la stampa e la tv. Mentre per Raikkonen abbiamo utilizzato i social media, finora sfruttati solo all’uno per cento.

Così abbiamo coperto tutte le piattaforme e accontentato anche la “generazione Z”». Sarà, ma in generale non sembra che si stia andando nella direzione di maggiore disponibilità dei team tanto sbandierata da Liberty.

SVILUPPI Se la Ferrari sarà competitiva, è facile che si riveda un Vettel velocissimo e aggressivo, perché il tedesco si esalta quando ha una vettura vincente fra le mani. «Le auto sono molto più veloci quest’anno ed emergerà il valore di chi guida. Spero di vedere un Seb
felice. Perché, se sarà felice, allora vorrà dire che la nostra macchina è veloce — sorride Arrivabene —. Però non parlo del rinnovo del contratto (entrambi i piloti sono in scadenza; n.d.r.), sarebbe solo una distrazione in questo momento». La rossa ha una grande sfida davanti. Perché, mai come quest’anno, gli sviluppi sulla vettura da inizio a fine stagione saranno la chiave del successo. E il Cavallino ha perso dei Mondiali per questo. «Le nuove regole hanno consentito ai progettisti di essere più creativi, soprattutto nell’aerodinamica. Stiamo facendo ogni sforzo per evitare di ripetere il risultato dell’anno scorso (quando la Red Bull scavalcò la Ferrari nella seconda metà dell’anno; n.d.r.). Vedo la squadra molto impegnata anche sugli sviluppi che porteremo nelle prossime gare».

E destino che Max Verstap- pen fissi nuovi standard, spostando i limiti più avanti. Con lui sono cambiate le regole. Ha debuttato in Formula 1 che era ancora minorenne, suscitando scetticismo e cori di disapprovazione morale, tanto che la Fia ha dovuto fissare un limite di 18 anni per partecipare ai gran premi. Poi ha scompaginato le gerarchie, con i suoi sorpassi fulminanti ad Alonso, Vettel e Rosberg, ma anche con le manovre difensive da brivido su Raikkonen a Spa e su Hamilton a Suzuka. Al punto da spingere la Federazione a introdurre un’altra norma, che vietava di cambiare traiettoria durante le frenate, sbarrando la strada agli avversari.

COPYRIGHT Per ironia, non ne ha fatto le spese il ragazzino terribile della Red Bull, bensì il quattro volte iridato Sebastian Vettel, punito l’anno scorso in Messico proprio per la regola anti-Verstappen, visto che aveva toccato Daniel Ricciardo nel tentativo di difendersi da un attacco in staccata. «Seb è stato ridicolo – disse allora Verstappen -. Si è spostato quando Daniel lo aveva già affiancato con la macchina. Lui non sa fare quella manovra, io sì». L’affondo sprezzante di Max, lanciato dopo una gara in cui era stato a sua volta penalizzato per un taglio fuori pista mentre era in lotta proprio con Vettel, ebbe il tono della rivendicazione. Quasi stesse parlando di un copyright. Il suo marchio di fabbrica. La dote unica di un campione, un predestinato.

FELICE Adesso si scopre che la regola anti-Verstappen non c’è più. L’ha spiegato Charlie Whi- ting, il direttore di gara, alla vigilia del GP Australia. Le deviazioni di traiettoria in frenata d’ora in poi saranno concesse, purché un pilota nel difendersi non danneggi l’avversario, risultando quindi pericoloso. «Sapevo da gennaio che questa regola sarebbe stata rimossa –
rivela Verstappen -. Però non mi importa. Per me non fa una grande differenza. Significa solo che vogliono finalmente lasciarci gareggiare e lottare in pista con più libertà. Ne sono felice». Vettel è stato ironico: «Bene, riavrò indietro la coppa del terzo posto in Messico». Ma Ricciardo, ridendo, ha preso in giro il tedesco: «In realtà era un trofeo molto piccolo…».

GIUSTO O NO? Nella sostanza i casi sono due: la regola era sbagliata prima oppure non è stato giusto abolirla. A voi la scelta. Jos Verstappen, ex pilota di F.1 con Schumacher alla Benetton e agguerrito papà di Max, non ha dubbi: «Era ora che si cambiasse. Giusto così. La gente vuole vedere duelli in pista, non continue penalizzazioni. Max ha portato nuovi standard con le sue manovre e forse ora lo hanno capito anche gli altri». Già, sarà un caso che la retromarcia arriva proprio ora che i nuovi padroni di Liberty Media spingono per la Formula Show? Così, dopo essere diventato a 18 anni il vincitore più giovane della storia nel GP di Spagna 2016, Verstappen può sognare di diventare anche il più giovane di sempre a conquistare il titolo mondiale, strappando il record al ferrari- sta Vettel (e chi sennò?). L’impresa è più difficile di qualsiasi sorpasso. Eppure «Max Attack» promette di provarci alla sua maniera. Misto di talento e spregiudicatezza. «Se gli altri non sorpasseranno con queste nuove macchine, lui lo farà. Statene certi», avverte Jos. Meglio non contraddirlo.

Quando i motori cominciano a cantare, le chiacchiere — e le previsioni — non si sentono più. Resta solo una musica che, da quando le power unit hanno la voce strozzata degli ibridi, è sempre la stessa.

MUSICA Testo di Mercedes, Toto Wolff e Aldo Costa: canta Lewis Hamilton. Che peraltro, come si sa, le velleità da rock- star le avrebbe anche. Più seriamente, visto che per gli altri non c’è niente da ridere: la giostra ha ricominciato da dove si era fermata, con Hamilton e la Mercedes davanti a tutti. E naturalmente bisogna mantenere la calma, perché si tratta solo delle prove libere del primo di venti GP. Già stamattina, mentre leggete, potrebbero persino
essere state smentite. Ma intanto è inevitabile che, venendo dai tre anni da cui veniamo, il futuro prospettato ieri faccia rabbrividire tutti, tifosi della Ferrari e non.

AL TOP Eppure le libere che fanno presagire lo stesso esito di quasi tutti gli ultimi 60 gran premi sembrano aver stupito almeno un po’ persino gli stessi protagonisti. Hamilton ha detto che quello di ieri «è stato davvero un bel giorno. Il miglior modo per cominciare la stagione e una nuova era della Formula 1». Oltre che per «dare una risposta ai piccoli punti interrogativi che erano saltati fuori durante i test». Perché, in definitiva: «La macchina è esattamente al punto dove dovrebbe essere, è quasi perfetta: siamo al 99%. Ho avuto belle sensazioni». Il suo team principal, Toto Wolff, è andato anche oltre: «E’ stato uno dei nostri migliori venerdì. E’ bello ricominciare in questo modo». Con tanto di encomio al suo pilota: «Lewis oggi corre in un campionato per conto suo». Parere suffragato dal giudizio di un collega suo avversario, Chris Horner, principale della Red Bull, che ha detto: «Hamilton ci ha spiegato che resta il grande favorito. Lo era già anche prima di arrivare qui, così lo ha sottolineato per bene».

FERRARI VICINA Pensieri e opinioni molto esaltanti che però, secondo il britannico della Mercedes, non cambiano troppo quanto aveva detto 24 ore prima, e cioè che la Ferrari sarebbe stata la favorita. «La Ferrari è più forte che mai — ha ribadito — mi aspetto che sia vicina». E in effetti Sebastian Vettel sì è infilato in mezzo alle due Mercedes. A 5 decimi (547 millesimi) da Hamilton che con 1’23”620 è arrivato a 91 millesimi dal primato del circuito (di Vettel medesimo, stabilito nel 2011, quando era in Red Bull). Con Valtteri Bottas dietro di un nulla, terzo a 9 millesimi dal tedesco ferrarista e dunque a 556 dal suo caposquadra. Il gran capo Wolff gli dà tempo, perché, dice: «Valtteri ha scarpe molto grandi da riempire». Deve cioè rimpiazzare Nico Rosberg, campione in carica. Lui, Bottas, se ne rende conto, e infatti ammette: «Per me è tutto nuovo. Devo lavorare su me stesso per recuperare il gap sia sul giro secco che sul passo».

TRANSIZIONE Dal paddock rimbalza il parere piuttosto condiviso che le prestazioni di ieri siano indicative, visto che il tempo lo hanno cercato tutti con le gomme ultrasoft. Ma i distacchi imposti dalla Merce- des potrebbero non rappresentare un dominio schiacciante come sembra. Perché resta il fatto che a Barcellona alcuni, o forse molti degli sviluppi tentati, non avrebbero funzionato. Wolff assicura che i cambiamenti di organico (su tutti la partenza di Paddy Lowe, andato alla Williams, e l’arrivo di James Allison) non hanno creato squilibri, «perché la squadra è grande e organizzata abbastanza da poter non scendere a compromessi coi propri obiettivi». Ugualmente, da fuori, c’è chi fa notare che nella casa delle stelle argentate la situazione sarebbe in una sorta di transizione tecnica. Con qualche interrogativo in più sui progressi programmati nel corso della stagione. Ma forse è solo una speranza dei tifosi della rossa e di tutto il resto del mondo al di fuori del box Mercedes.

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