Europa League Streaming Villarreal – Roma Diretta Live TV Gratis Rojadirecta

By | 16/02/2017
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ROMA «L’ossessione per la vittoria» (Spalletti dixit), passa per Villarreal. Col campionato che sembra a dir poco in salita visto che la Juve non perde un colpo, la possibilità di vincere un trofeo in questa stagione è legato al cammino in Europa League o in coppa Italia. Proprio per questo, la gara di stasera rappresenta un’occasione invitante. Spalletti ne è convinto: «Le sensazioni sono quelle che cerchiamo. Dobbiamo essere adatti a giocare queste partite. Abbiamo fatto un bel girone di qualificazione e ora siamo davanti a una grande squadra. Sarà un esame importante. Il Villarreal è forte.

È vero che hanno avuto qualche inciampo, ma può succedere di giocare meglio con le grandi che con le piccole. Hanno ottimi giocatori e hanno recuperato anche Soldado. Prendono pochissimi gol, vengono forte a pressare. Stanno in 25-30 metri con i piedi sulla linea dell’area di rigore e ripartono con la loro tecnica e la loro velocità. Visti i tanti impegni, farò un turnover ragionato». In realtà, questa sera dovrebbe giocare la miglior formazione possibile, con l’unica eccezione rispetto al campionato in porta. Alisson, titolare sia in Europa League che in coppa Italia, giocherà al posto di Szczesny: «Ora è così, in futuro si vedrà. Il turnover – precisa in un secondo momento il tecnico – riguarderà probabilmente più la partita di campionato con il Torino che questa. Lì si interverrà in maniera massiccia sulla formazione titolare, non stavolta». Chi rischia di essere sempre presente, non avendo un’alternativa in rosa, è Dzeko: «Insostituibile? Certamente senza di lui dovremmo giocare in modo diverso. Potrebbe anche succedere nel corso di questo turnover. Per le caratteristiche che ha è insostituibile, però con le punte leggere e con tre che attaccano gli spazi si può giocare lo stesso e può dare anche più risultati che con Edin. L’anno scorso, senza di lui, i numeri sono stati impressionanti per certi aspetti».

Poco prima Escribà, tecnico del Villarreal, ha ceduto lo scettro della favorita alla Roma. Spalletti frena: «Questa partita sarebbe stato meglio disputarla più in là. Si tratta di due squadre forti, anche loro sono tra le favorite. Hanno ambizioni anche loro, non si possono nascondere, altrimenti non avrebbero sostituito Marcelino. Comunque, bisogna essere bravi già nella prima partita, far vedere subito quali sono le nostre qualità. Noi cerchiamo di fare la partita per vincere. Loro si chiudono e giocano di rimessa, perciò potrebbe essere difficile il ritorno, quindi dobbiamo giocare il nostro calcio. Noi abbiamo la nostra forza. Dobbiamo cerchiamo di fare gol ricordando però che sono bravi nelle ripartenze».

Toccherà alla difesa preoccuparsene. Tra questi, c’è Fazio che lancia l’ennesimo assist al ct Ventura: «Ho passaporto nome, cognome e sangue italiano – spiega – Se mi chiamassero, sentirei quello che hanno da dire e ne sarei onorato. Quella italiana è una grande Nazionale, con molta storia». Quella che vuole scrivere la Roma in Europa.

ROMA. Per avere il responso definitivo, bisognerà attendere domani, quando Florenzi verrà visitato dal Professor Mariani a Villa Stuart. Tuttavia il timore di un nuovo intervento chirurgico, magari in artroscopia per valutare meglio la condizione dei legamenti del ginocchio sinistro operato già a fine ottobre, avanza. La conferma arriva dalle parole di Spalletti: «Può essere anche un bel guaio. Il rischio che questo trauma distorsivo gli abbia creato delle complicazioni esiste. Se temo una nuova operazione? A questo punto temo tutto, quando la sensazione del ragazzo non è buona ho paura di tutto. Inizialmente si era fiduciosi ma questa mattina l’ho risentito di nuovo e la situazione non era migliorata».

Facendo onore al proprio cognome, Nicola Sansone non ha “paura di nessuno”: «Né della Roma, né del Barcellona, né della Juve». L’attaccante azzurro del Villarreal ci ha tenuto a sottolineare, alla vigilia della gara contro la Roma (valida per l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League), che il “submarino amarillo” è «un’ottima squadra». Ed è per questa ragione che l’ex attaccante del Sassuolo non ha dubbi: «Abbiamo molte possibilità di superare il turno. Siamo motivati e con una voglia matta di dimostrare di poter giocarcela alla pari contro qualsiasi avversario e domani (oggi, ndr) abbiamo l’opportunità di misurarci a un grande rivale come la Roma». Squadra, quella di Spalletti, che Sansone considera al livello, per rimanere in Spagna, «di Siviglia e Atletico Madrid».

E mentre Sansone è sicuro di entrare nell’undici titolare, l’altro italo-tedesco del Villarreal, Roberto Soriano potrebbe rimanerne fuori. L’ex della Samp è stato sinora una delle pedine fondamentali e più spesso utilizzate da Fran Escribá. Tuttavia, il rosso rimediato nel pareggio contro il Malaga, potrebbe costargli il posto: «La sua espulsione ci ha penalizzato davvero tanto», ha sottolineato, sabato scorso, Escribá. Per quanto riguarda la gara di stasera al Madrigal, il tecnico spagnolo ha ostentato sicurezza («non siamo inferiori alla Roma, possiamo eliminarla») e, allo stesso tempo, cautela: «Sappiamo che è importante segnare almeno un gol, tuttavia dobbiamo rimanere tranquilli e pensare che c’è anche una gara di ritorno».

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La Roma ci crede. E’ arrivata a Villarreal con la convinzione di passare il turno, con la concentrazione di chi sa di affrontare un appuntamento che vale la stagione. Spalletti farà un turn over ragionato, il che vuol dire che farà pochissimo turn over. Da domenica alle 12,30 a stasera c’è stato il tempo di recuperare, ce ne sarà meno per domenica prossima, con la squadra che rientra a Fiumicino nelle prime ore di domani, intorno alle 3,30.

La squadra è partita da Trigoria alle 9,45, in pullman ha impiegato meno di mezz’ora per arrivare a Fiumicino, dove è partita alle 10,30, dopo essersi sottoposta a un bagno di folla dentro lo scalo con tanti tifosi in viaggio, in molti hanno preso d’assalto il gate dal quale si imbarcava la Roma. A Fiumicino non c’erano solo i tifosi in partenza per Villarreal. Quasi tutti sono atterrati a Valencia. Voli low cost e di linea, stasera saranno in duemila sugli spalti dello stadio della Ceramica, il vecchio Madrigal, che sorge tra le vie della cittadina, come molti stadi spagnoli. Ieri mattina a Fiumicino c’erano anche molti tifosi del Napoli, in partenza per Madrid. Le forze dell’ordine hanno direzionato i flussi per evitare contatti. Il volo charter della Roma è atterrato a Valencia alle 12,15, aeroporto deserto, poco più di mezz’ora per il trasferimento a Castellon, l’albergo in pieno centro davanti alla stazione, una trentina di tifosi ad accogliere i giocatori della Roma, attesi con il pranzo già pronto. Autografi e tanti collezionisti di spillette. Strootman ha fatto una battuta a Salah, uno dei giallorossi più famosi in Spagna: «Basta foto Salah», ha detto scherzando l’olandese.

ESODO GIALLOROSSO. I tifosi romanisti hanno raggiunto Villarreal ieri, altri arriveranno oggi. Qualcuno è andato a far visita alla squadra fuori dall’albergo. Di fronte, in un altro hotel, un gruppo di ragazze italiane che studiano a Castellon si sono incuriosite per la presenza dei calciatori. Nel pomeriggio intorno alle 17 i giocatori hanno fatto merenda in albergo, prima di trasferirsi al Madrigal per l’allenamento di rifinitura. Stadio deserto, molto compatto, dove stasera i tifosi spagnoli saranno molto vicini al campo e si faranno sentire. Spalletti ha preparato l’allenamento con i suoi collaboratori, i giocatori hanno scherzato nel torello.
Manolas ha chiesto un paio di calzoncini corti, era sceso in campo con la tuta. Nella regione di Castellon la primavera sta arrivando, ieri c’era un limpido sole, le temperature sono più alte che a Roma. A bordo campo Baldissoni e Gandini hanno studiato lo stato d’animo dei giocatori, si sono informati sui riflessi sul nuovo stadio che provengono da Roma. Hanno seguito tutto l’allenamento, l’intensità con la quale hanno lavorato i giocatori e sono sembrati fiduciosi. Totti ha fatto gli auguri a Baggio per il suo compleanno per uno speciale di Sky. Anche qualcun altro gli si è avvicinato per chiedergli un saluto con lo smartphone. «Se mi avessero preso a cottimo per tutti gli auguri che ho fatto…», ha sorriso mentre ha lasciato il campo. E’ tornato negli spogliatoi molto carico, Salah. Sudato e sorridente.
Nella partitella ha fatto impazzire i difensori che aveva di fronte. E’ pronto per stasera.

GLI AUGURI DI CARBONI. Spalletti in conferenza stampa ha mostrato molte certezze: «Sappiamo come affrontare questa doppia sfida, vogliamo andare avanti in tutte e tre le competizioni». Ha salutato con un abbraccio Amedeo Carboni, ex giallorosso nella Roma inizio anni Novanta, toscano come lui, che da venti anni ha scelto di vivere a Valencia. «La Roma gioca un gran calcio, loro se pressati faticano, non sono abituati a giocare con i lanci lunghi perchè in Spagna la gente fischia. Provate a sentire Capello che ha vinto uno scudetto a Madrid e ha dovuto andarsene».

La Roma è pronta per la sfida di andata contro il Villarreal. Spalletti si fida delle sue sensazioni e ha preparato la partita per giocarsela subito in Spagna. Poco turn over, la convinzione che la sua squadra non è venuta in Spagna per difendersi: «Vogliamo giocare queste partite e dobbiamo essere pronti a farlo. Abbiamo fatto un buon girone di qualificazione, ora c’è un esame importante per il passaggio del turno. Loro sono una squadra forte, può succedere di giocare meglio con le grandi che con le piccole, ma loro sanno star bene in campo e hanno giocatori forti.

Hanno recuperato gli infortunati. Sono una squadra solida in difesa, sono corti nell’area di rigore e poi ripartono con la loro velocità e tecnica». Dalla conferenza stampa escono poche indicazioni sulla formazione: «Anche quelli che hanno giocato di meno possono scendere in campo senza perdere molto, viste le loro qualità. Solo il fatto di aver giocato meno può essere un handicap, ma questo lo valuteremo quando saranno in campo. Abbiamo avuto il tempo di recuperare da domenica, ne avremo meno per la prossima partita. E’ lì che bisogna intervenire con i cambi. Contro il Villarreal in porta ci sarà Alisson. In futuro si vedrà».

Escribà ha detto che la Roma è tra le favorite per l’Europa League: «Questa partita avrei voluto disputarla più in là. Lui magari vuole dare più responsabilità a noi, ma ce l’ha anche lui per questa partita, ha sostituito un allenatore forte in un club che ha ambizioni, altrimenti avrebbero tenuto Marcelino. Non è che si possa nascondere dietro la forza del nome della Roma. Bisognerà essere bravi e all’altezza da subito. Far vedere sin dalla partita d’andata, le nostre qualità e fare assolutamente risultato, giocando il nostro calcio. I giocatori non possono nascondersi, come l’allenatore, come nessun altro che porta il nome della Roma. Sarà una bella partita, in uno stadio insidioso con il pubblico vicino al campo che fa sentire il proprio calore. Quello che ricerchiamo noi in Italia e per il quale forse c’è uno sbocco, visto che ho sentito che lo stadio si farà».

AZZURRO FAZIO. Si chiama Federico e ha sangue italiano, è il nuovo leader della difesa giallorossa. Fazio conosce il calcio spagnolo e strizza l’occhio alla Nazionale italiana: «Il Villarreal è una buona squadra. Giocano bene, sono compatti, difendono insieme e contrattaccano velocemente. Siamo preparati per giocare tutte e tre le competizioni e vogliamo vincerle tutte. Ora pensiamo all’Europa League, vogliamo arrivare fino in fondo. Ma non solo noi, anche tutti quelli che lavorano con noi e i tifosi lo vogliono. Se Ventura chiamasse lo ascolterei e ne sarei onorato. Di italiano ho il nome, il cognome e il passaporto. L’Italia ha una grande Nazionale, con molta storia. Io in Argentina non ho avuto la possibilità di mettermi in mostra per la Nazionale, ho disputato solo poche partite».

«Edin, vieni qui». Spalletti lo ha chiamato a sé, coperto da un cappellino di lana, invitandolo a ridosso di una delle due aree di rigore, mentre gli altri giocatori si dilettavano con il torello sull’erba del Madrigal. Dzeko ha seguito il suo allenatore a passo lento, ascoltandone in silenzio le indicazioni tattiche, le sfumature del ruolo da interpretare contro il Villarreal: contro la migliore difesa della Liga, contro una squadra che si compatta davanti al proprio portiere, serve anche la migliore versione di Dzeko per aiutare la Roma ad avvantaggiarsi nella corsa alla qualificazione. Non ci saranno tante occasioni, forse: bisogna sfruttarne il più possibile. Il prima possibile, anzi.

TRONO. Arrivato a 25 gettoni stagionali, sulla scia della sua annata più prolifica (36), Dzeko ha già segnato al Villarreal proprio in Europa League con la maglia del Wolfsburg. E al Madrigal, ora Stadio della Ceramica, è già stato in visita due volte, la seconda con la maglia del Manchester City (in panchina) nella Champions League 2011/12. Ma è l’attualità, il trend, la sua risorsa più affascinante. Capocannoniere in Serie A, con un occhio fuggevole ai numeri di Cavani e alla Scarpa d’oro, viene da una serie di sei partite di fila con il sorriso del gol. Quando si dice che ai centravanti servono i numeri realizzativi per alimentare l’autostima, beh, questo è davvero il momento ideale, al netto di due rigori sbagliati. E nella continua caccia ai record, Dzeko ambisce legittimamente a competere anche per il trono dei marcatori d’Europa, partendo da una buona classifica meritata dopo la prima fase: 5 reti, una in meno dei battistrada che in questo momento sono Aduriz dell’Athletic Bilbao e Giuliano dello Zenit San Pietroburgo. E’ evidente che, quanto più la Roma andrà avanti nel torneo, tanto più Dzeko potrà giocarsi le sue carte in area di rigore.

TENTAZIONI. La gloria internazionale d’altra parte gli manca. In carriera Dzeko ha vinto il campionato in due Paesi diversi, la Germania e l’Inghilterra, per un totale di 6 titoli festeggiati coppe nazionali incluse, ma non ha mai ottenuto la consacrazione europea. Il suo piazzamento migliore risale ai tempi del Wolfsburg, stagione 2009/10, quando chiuse al terzo posto i gironi di Champions League e poi raggiunse i quarti in Euroleague, prima di essere eliminato dal Fulham. Con il City invece si è trovato due volte di fronte un ostacolo insormontabile, il Barcellona, negli ottavi di Champions. Con la Roma, nel pieno della maturità calcistica, ha la possibilità di superare il suo stesso passato.

PILASTRO. La speranza di Spalletti è che non perda consistenza e lucidità, visto che gioca praticamente sempre: 2594 minuti in stagione, pochissimi in meno di un altro indistruttibile, Radja Nainggolan, che guida la lista dei più utilizzati della Roma a quota 2.611. «Senza Dzeko dovremmo ricominciare a giocare in modo diverso, nessuno ha le sue caratteristiche
– ha ammesso Spalletti nella conferenza stampa di ieri
– anche se il tridente veloce lo scorso anno ci ha regalato ottimi risultati, per certi versi anche migliori». Erano altri tempi, era un altro Dzeko.

Il monumento giallo è un’attrazione nel nulla. Entrando a Villareal dall’autostrada che in quaranta minuti ti accompagna a Valencia, il primo cartello che noti è quello: El Madrigal? Sempre dritto, non puoi sbagliare. Il resto è in un paio di chiese, la Plaza Mayor con il mercato, una manciata di playground di cemento dove i bimbi giocano a calcio o a basket. C’è di meglio, nel mondo, ma lo stadio è un vanto cittadino. Il sindaco non ha fatto in tempo a cambiare il nome sulla segnaletica stradale, visto che dall’8 gennaio la casa del Sottomarino, come i tifosi del posto chiamano la squadra che sfiderà la Roma, è stata ribattezzata Stadio della Ceramica, in ossequio al pool di aziende finanziatrici che operano in questo settore e che hanno investito un milione per i lavori di ammodernamento.

SASSUOLO. Ceramica e Villarreal sono una sineddoche, la parte per il tutto. Niente in questa zona prescinde dall’industria principale, come annunciano le enormi fabbriche che espongono i rispettivi brand. I cosiddetti azulejos, piastrelle decorate di ispirazione araba, sono tipici ornamenti iberici e nascono proprio qui. Produce ceramica anche la Pamesa, lo sponsor del club nonché la società di proprietà del presidente Fernando Roig a cui va dato il merito di aver portato il Villarreal ai vertici del calcio spagnolo e persino europeo. Lo rimarcano orgogliosi tre tifosi al Bar Tribuna, proprio fuori dagli spogliatoi, tra una tapa di polpo e una di jamon: nel 2005/06 la squadra, allenata da Manuel Pellegrini, si addentrò nelle semifinali di Champions, arrendendosi solo all’Arsenal.

Chissà se è al signor Roig che Giorgio Squinzi si è ispirato quando ha deciso di lanciare il Sassuolo. L’industria che possiede, la Mapei, si occupa questioni molto simili all’esempio spagnolo. E la città è poco più piccola rispetto a VilaReal, come si scrive nel dialetto valenciano: 41.000 abitanti contro 56.000.

ATTESA. Il Villarreal ha i conti in attivo (+ 14 milioni in bilancio alla chiusura del 2016) ma il suo fatturato è praticamente dimezzato rispetto alla Roma: 110 milioni contro i 217 celebrati a Trigoria l’anno scorso. Eppure la speranza dell’allenatore Escribà di eliminare la Roma è sorretta dalla tradizione che il Periodico de Castellon, il quotidiano della regione, ha ricordato ieri in prima pagina: su sei incroci ad eliminazione diretta con le squadre italiane, il Villarreal ha sempre passato il turno. Contro Torino e Brescia nell’Intertoto, contro l’Inter in Champions League nei quarti dell’edizione benedetta sopra citata, contro il Napoli due volte in Europa League e contro la stessa Roma grazie alla partita più triste che la Spagna ricordi: 2-0 l’11 marzo 2004 poche ore dopo gli attentati terroristici della stazione Atocha di Madrid.

SERBATOIO. Al Madrigal, in queste eliminatorie, il Villarreal ha sempre vinto. Eppure lo stadio, costruito tra case scrostate e panni stesi, in uno scenario da film di Bud Spencer e Terence Hill, non incute timore. Ha l’aria di un contenitore di provincia, 24.500 posti, frequentato da famiglie e bambini più che da ultrà assatanati. I duemila romanisti – vedrete – si faranno sentire, come fecero i colleghi napoletani sei anni fa (quando venne sfiorata la tragedia per il cedimento di una recinzione). L’idea di migliorare il Madrigal nacque allora, con il risultato di una ristrutturazione svelata un mese fa in occasione di Villarreal-Barcellona: in Spagna non hanno bisogno degli hashtag per fare gli stadi.

Alessandro Florenzi è ripiombato nel tunnel. Stava per uscirne, aveva appena intravisto la luce, contava i giorni e coltivava la speranza di rientrare nel giro di qualche settimana. Da martedì è cambiato tutto, quel bagliore si è trasformato in buio profondo. Un infortunio banale, il pallone che si è fatto passare tra le gambe per fare un velo, per nasconderlo all’avversario che aveva di fronte nella partitella della Primavera, con i ragazzi che hanno l’indicazione di evitare i contrasti. Florenzi ha interrotto la corsa bruscamente, ha fatto perno sulla gamba destra, poi ha appoggiato la sinistra, quella con il ginocchio operato il 28 ottobre. Ha avuto la stessa sensazione di quella sera a Reggio Emilia. Martedì sera il primo controllo ha detto che non si può escludere niente. Domani farà nuovi esami strumentali e sarà visitato dal professor Mariani, l’ortopedico che lo ha operato. Il rischio che possa tornare sotto i ferri esiste, purtroppo. Martedì sera il ragazzo era molto provato, ieri ha provato a reagire, ha una carattere forte, ne verrà fuori anche stavolta. Domani conoscerà il verdetto definitivo. Alla Roma tutti pregano perchè possa essere scacciato l’incubo, ma sono tutti in apprensione.

SPALLETTI SGOMENTO. Anche l’allenatore ieri non ha nascosto la sua preoccupazione: «Martedì pomeriggio ero nello spogliatoio quando Florenzi è rientrato ancora con gli scarpini, è venuto da me e mi ha detto che sentiva nuovamente dolore al ginocchio. Mi ha preso lo sgomento. Il rischio che questo trauma può comportare complicazioni c’è, perchè l’ho risentito martedì sera e l’ho rivisto prima di partire, mi ha detto che i dubbi e le sensazioni che aveva non erano passati. Nonostante lui sia forte sotto questo aspetto, visto che parlava più della partita che ci aspettava e cercava di trasmetterci degli stimoli, il dottore ci ha detto di aspettare la visita di controllo, i medici si prendono questi due giorni di riposo per vedere tutto con più chiarezza. Nel dubbio che ci sia qualcosa, è chiaro che il mio pensiero va al ragazzo, non al calciatore. Anche se lui è fortissimo, mi interessa la reazione del ragazzo».

GLI AUGURI DELLA SQUADRA. Spalletti non ha escluso un nuovo intervento: «Temo tutto, quando la sensazione del ragazzo non è buona, temo di tutto. La mia è una sensazione di malessere. E poi, uno come Florenzi ci avrebbe fatto comodo nei prossimi mesi. Nel suo ruolo abbiamo solo Bruno Peres». Anche i compagni lo hanno rincuorato prima di partire per la Spagna. Gli sono stati vicini, lino al momento di salire sul pullman. A 110 giorni dall’intervento si sentiva pronto per rientrare, lo avrebbe già fatto, se fosse dipeso da lui. I medici della Roma lo hanno dovuto frenare, dopo che il professor Mariani aveva dato l’ok per tornare in campo per le partite ufficiali. Era stato programmato di farlo giocare contro la Primavera, sabato contro il Crotone, poi il test era slittato all’11 marzo, prima ancora del nuovo infortunio. A Natale aveva portato in vacanza anche il preparatore alle Maldive per continuare a lavorare. Nella peggiore delle ipotesi la sua stagione potrebbe essere finita. Ma chi lo conosce giura che Florenzi tornerà più forte di prima.

Fra trenta giorni saranno trenta. Gli anni. Un’età che racconta abbastanza di ciascuno e consente quei bilanci che servono per rilanciare ambizioni. Federico Fazio li compirà il prossimo 17 marzo e – in tema di valutazioni – sicuramente l’Europa League è una delle cose della vita che sarà incasellata tra le cose positive. Col Siviglia, infatti, il difensore ha già vinto la manifestazione per due volte (2014 e 2016, nel 2007 era in rosa ma non giocò neppure un minuto) e ha tutta l’intenzione di fare il tris. Inutile dire come il Villarreal non sia affatto d’accordo.

OBIETTIVO VITTORIA «Quella di Escribà è una buona squadra – spiega il Comandante, soprannome che si attaglia bene al suo modo di guidare la difesa Giocano bene, in modo compatto sia in attacco che in difesa, con un’uscita veloce della palla. Io li conosco. Hanno buoni calciatori, senza contare che giocano in uno stadio molto bello dove il pubblico si sente. Negli ultimi 15 anni, poi, hanno maturato tanta esperienza di Champions ed Europa League». Di sicuro, però, il Villarreal non è in grande forma, visto che hanno vinto una sola delle ultime 9 partite. «Ho notato che hanno sofferto meno con una grande come il Siviglia che col Malaga, ma può capitare. Comunque sappiamo come affrontare questa doppia sfida, perché non dobbiamo dimenticare che si gioca sui 180’. Obiettivi? Siamo preparati per giocare tutte e tre le competizioni e le vorremmo vincere tutte. Certo, l’Europa League è importante e sappiamo che tutti quanti – noi e i tifosi – vorremmo imporci. Una cosa è certa, siamo venuti per vincere: prima qui a Villarreal e poi la Coppa».

VOGLIA D’AZZURRO Con queste premesse, non sorprende che un giocatore dal carattere di Fazio non si accontenti di giocare solo nei club. Ha voglia di palcoscenici più importanti, quelli che solo una Nazionale sa dare. «In Argentina non sono passato per un club importante
– aveva detto a «Ultimo Uomo»
– magari la gente non ha avuto modo di conoscermi davvero. Mi dispiace non aver avuto l’opportunità di dimostrare il mio valore. Ci sono molte partite da giocare, però forse il c.t. vuole avere il suo gruppo ben formato». Per questo ieri è tornato ad aprire all’azzurro, visto che con la Nazionale maggiore del suo Paese ha giocato solo tre amichevoli e quindi potrebbe essere chiamato dall’Italia. «Ho passaporto, nome, cognome e sangue italiano. Se Ventura chiamasse, sentirei quello che ha da dire e ne sarei onorato. Quella italiana è una grande Nazionale, con molta storia». Impressioni? Con la voglia di rinnovamento che ha Ventura, difficile che ceda alla tentazione di chiamare un trentenne «straniero», sia pure di eccellente curriculum, ma un Comandante fa bene a pensare sempre in grande, e su tutti i fronti. Il Villarreal è avvisato.

La notte spagnola comincia con una favola a cui manca il lieto fine. L’Europa League, per un attimo, è solo un rumore di fondo, visto che il centro della scena lo prende la ricaduta di Florenzi. «Ieri (martedì, ndr) Alessandro mi ha detto che gli faceva male il ginocchio operato – spiega Luciano Spalletti -. Mi è preso lo sgomento, perché ha avuto un trauma distorsivo e c’è il rischio di complicazioni. Ci siamo sentiti anche di sera e gli faceva ancora male e così stamattina (ieri, ndr). Venerdì farà altri accertamenti, ma temo di tutto, anche una nuova operazione. Il mio pensiero va al ragazzo prima che al calciatore. E sì che ne avrei bisogno di uno come lui, visto che in quel ruolo ora ho solo Bruno Peres». Le sensazioni quindi paiono negative e il rischio di un nuovo intervento ai legamenti del ginocchio sinistro, operato a fine ottobre, è grande. La sua stagione è a rischio.

FARE GOL Ma l’Europa League non attende e così l’allenatore sa voltare pagina e, annunciato che giocherà Alisson al posto di Szczesny («Ma in futuro si vedrà»), spiega con chiarezza: «Sarà un esame importante. Il Vil- larreal è forte. Hanno avuto qualche inciampo, ma può
succedere di giocare meglio con le grandi che con le piccole. Hanno ottimi giocatori e prendono pochissimi gol. Visti i tanti impegni, farò un turnover ragionato, ma a partire dalla prossima gara di campionato (Torino, ndr), lì si interverrà in maniera massiccia sulla formazione». Il Villarreal cede lo scettro della favorita alla Roma, ma Spalletti non ci sta. «Questa partita sarebbe stato meglio disputarla più in là. Si tratta di due squadre forti, anche loro sono tra le favorite per la coppa. Non si possono nascondere, altrimenti non avrebbero sostituito Marcelino. Comunque, bisogna essere bravi già nella prima partita. Il Villarreal si chiude e riparte, il ritorno potrebbe essere più difficile, perciò dobbiamo provare a fare gol – meglio se più di uno – ricordando però che sono bravi nelle ripartenze. Ma io e i giocatori non possiamo nasconderci: portiamo il nome di Roma».

Fiducia Sansone «Nessuna paura Passiamo noi» (f.m.r.) «Non ho timore della Roma così come non abbiamo paura di nessuno.
Se offriremo il nostro miglior livello possiamo passare». Questo il messaggio di ottimismo trasmesso da Nicola Sansone, centravanti del Villarreal ed ex Sassuolo, alla vigilia della sfida con la Roma. «Ovviamente conosco bene la squadra di Spalletti, ci ho giocato contro tante volte: sono forti e quest’anno rispetto al passato sono migliorati parecchio in difesa. Ma anche noi siamo forti e stiamo bene. Per questo penso che sarà una bella sfida e un grande spettacolo. Noi in difficoltà? Non direi. Difendiamo bene e magari quello che ci sta mancando è il gol: penso che arriverà perché stiamo giocando bene e creando occasioni. Ho buone sensazioni».