Netflix, al Mobile World Congress di Barcellona è intervenuto il Ceo Reed Hastings

By | 28/02/2017
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Netflix, al Mobile World Congress di Barcellona è intervenuto il Ceo Reed Hastings.

In origine doveva essere Mark Zuckerberg il padrino del Mobile World Congress di Barcellona, invece – visto che il ceo di Facebook ha dovuto declinare – alla fine questo prestigioso invito è toccato a Reed Hastings, cioè il numero uno di Netflix. L’azienda americana ha portato a casa giusto l’alta sera il suo primo Oscar con “The White Helmets”, sezione cortometraggio documentario, che racconta le attività dei Caschi bianchi siriani impegnati a soccorrere i feriti nella guerra: “E’ incredibile, è una delle grandi cose dell’intrattenimento: connettere le persone a storie e luoghi dove non sono mai stati”. T-shirt blu sotto la giacca, Hastings è arrivato nella metropoli iberica prima di un evento europeo di Netflix a Berlino. Il colosso statunitense è al MWC in veste di partner ufficiale di LG, con l’obiettivo di portare l’HDR sul nuovo LG G6. Cosa significa? Lo spiega lo stesso Hastings durante l’incontro:

La mobile tv non fa che migliorarsi. Con l’HDR i colori si vedono in modo completamente diverso: il nero è davvero nero, il bianco davvero bianco. Qualcuno mi ha detto che The Crown sarebbe stato perfetto per il cinema, io l’ho visto da telefono e l’ho trovato incredibile. Ma la verità è che non ci interessa la grandezza dello schermo, ci interessano le storie, i personaggi. Non creiamo contenuti a seconda del mezzo, come chi crea contenuti verticali, per intenderci. Magari lo faremo. Ma per ora siamo concentrati sui contenuti”. Quindi viene ribadito l’obiettivo di Netflix, ossia rendere le sue proposte visibili da ogni dipositivo e schermo. Hastings offre agli spettatori una vera e propria lectio magistralis d’eccezione: si parla di video, pc, contenuti tv e smartphone. La fruizione è possibile sempre e dovunque grazie ai dispositivi mobile, e la presenza di Hastings a Barcellona lo vuole testimoniare, anche se alla fine il suo è un messaggio che non si concentra solo sugli smartphone e tablet. Ecco le sue parole: “Siamo solo agli inizi: stiamo raccogliendo i contenuti migliori al mondo per voi. Siamo concentrati su storie incredibili, su personaggi che coinvolgono, trame significative e divertenti, e meno sulle dimensioni dello schermo. Vogliamo essere molto flessibili, così possiamo essere su qualsiasi schermo, inclusi i dispositivi mobile“.

Netflix ha quasi 100 milioni di utenti, metà di questi sono fuori dagli USA.

I numeri di Netflix sono in costante crescita, con i suoi quasi 100 milioni di utenti (metà dei quali fuori dal confine statunitense). Così la piattaforma può continuare a crescere e diventare ancora più interessante agli occhi degli utenti: mandare avanti un servizio come quello di Netflix presuppone grossi investimenti dietro, soprattutto su server, tecnologie codec video e social network. La strategia del colosso a stelle e strisce funziona alla grande, soprattutto grazie alla proposta di qualità delle Serie Tv, film e documentari con il risultato che oggi su Netflix anche le “produzioni locali possono avere una audience globale“. Grazie allo sviluppo tecnologico ora i contenuti dell’azienda americana possono essere visti senza problemi su smartphone da 4-5 pollici con streaming video a 300 kbit al secondo (in futuro si vorebbe ridurre a 200). Hastings ne è sicuro: “In 10 o 20 anni tutti i video che vedremo saranno su Internet“. Una tempistica che potrebbe anche diminuire srasticamente, se riflettiamo sui recenti sviluppi portati proprio da Netflix. Hastings ha anche parlato dei suoi competitors (i video di Amazon e YouTube Red ad esempio), non manifestando alcuna preoccupazione: “Non stanno davvero cercando di ucciderci, stanno cercando di servire i consumatori“. Ad ogni modo, pare proprio che Netflix sia stata creata apposta per sopravvivere in goni situazione. L’intervento di Hastings ha poi analizzato la situazione di internet e dell’umanità in generale: “C’è molto dibattito su cosa accadrà all’umanità tra 20-50 anni. Saremo potenziati dall’intelligenza artificiale (AI) oppure l’intelligenza artificiale pura competerà con noi? E’ difficile pensare all’intrattenimento non sapendo se dovremo intrattenere voi o le intelligenze artificiali”.

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